{"id":4015,"date":"2022-03-16T23:35:28","date_gmt":"2022-03-16T21:35:28","guid":{"rendered":"https:\/\/sveod.gr\/?p=4015"},"modified":"2022-03-16T23:35:28","modified_gmt":"2022-03-16T21:35:28","slug":"note-sulla-vittoriosa-lotta-in-e-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sveod.gr\/?p=4015","title":{"rendered":"Note sulla vittoriosa lotta in e-food"},"content":{"rendered":"<p><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Il 15 settembre l\u2019azienda \u201ce-food\u201d, piattaforma operante nel settore del food delivery, manda un messaggio a 115 dei suoi lavoratori i cui contratti a tempo determinato per mezzo della schiavista MANPOWER sarebbero scaduti il 31 dello stesso mese. In modo cinico e ricattatorio, il messaggio informa i lavoratori che i contratti non verranno rinnovati e che l\u2019unica scelta che gli rimane \u00e8 di diventare \u201cfreelancer\u201d. La \u201cscelta\u201d viene presentata dall\u2019azienda come un\u2019attraente opportunit\u00e0 di lavoro, ognuno ed ognuna nell\u2019azienda merita di provarla. Dal primo momento che la comunicazione raggiunge i lavoratori, i colleghi sentono la pressione e l\u2019incertezza sul proprio futuro nell\u2019azienda farsi sempre pi\u00f9 grandi. I social media prendono fuoco e le discussioni divampano ovunque. Come risultato, il primo \u201cround\u201d finisce precipitosamente. Dopo lo scalpore che ha creato, l\u2019azienda fa un passo indietro e fa convergere attraverso i mezzi di comunicazione un secondo annuncio, in cui accenna a un \u201cerrore di comunicazione\u201d. Il seguito della storia vede la reazione organizzata e la grande partecipazione alle assemblee dei lavoratori a livello nazionale. Le decisioni collettive per la mobilitazione non tardano ad arrivare, e creano uno spirito combattivo di collaborazione tra i colleghi senza precedenti per il settore, ma anche per la classe in generale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA REAZIONE SOCIALE \u2013 LE LOTTE DEL SINDACATO COME VEICOLO E ANELLO DI CONGIUNZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Appena il messaggio diviene noto tra i rider, come l\u2019azienda ama chiamare i colleghi sui social media, ne deriva un ampio e caotico insieme di reazioni, che arriva fino alla campagna #cancel e-food, che significa che gli utenti rimuovono l\u2019applicazione dai propri dispositivi a migliaia. Tale azione comprende semplici clienti e ristoranti, ma anche alcuni partner stessi dell\u2019azienda. Il tutto contribuisce ad amplificare efficacemente le reazioni sociali in pieno fermento. In un secondo messaggio, l\u2019azienda effettua una svolta di 180\u00b0, riferendosi a un \u201cerrore di comunicazione che non tocca minimamente il nucleo della realt\u00e0 lavorativa in e-food che rimane, e continuer\u00e0 a rimanere, antropocentrico\u201d. Tuttavia, questa tattica di ripiegamento da parte dell\u2019azienda non convince nessuno, e specialmente i lavoratori stessi. Al contrario esaspera, indispettisce, e contribuisce ancora di pi\u00f9 a unire i colleghi i quali capiscono perfettamente come tale dichiarazione contenga tutti gli elementi di un imbroglio, che arriva fino al punto di considerarci dei completi deficienti.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la reazione dei lavoratori, dei cittadini, degli utenti dei social, e il collasso digitale della piattaforma di e-food crea una nuova narrazione per la solidariet\u00e0 e le resistenze nel cyberspazio, il quale in questa fase funziona da supporto in collegamento con le lotte che ormai da molti anni il nostro sindacato porta avanti nei luoghi di lavoro, nelle piazze, con ogni collega individualmente. L\u2019osmosi e i fermenti risultanti dalle assemblee tattiche settimanali hanno partorito i loro frutti ancora una volta. La militanza dei nostri membri, la fiducia nel fatto che con la lotta le cose cambiano, il dialogo costante che da 14 anni a questa parte il nostro sindacato porta avanti con la classe e con la societ\u00e0 della quale siamo sangue dello stesso sangue, costituisce il veicolo, rappresenta il terreno dal quale sono nati i frutti delle reazioni sociali. \u00c8 stata la nostra voce a diventare la principale narrazione di classe, che ha agito come catalizzatore per lo sviluppo della lotta. Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio per noi che senza questo sindacato\/veicolo, a un certo punto le reazioni avrebbero perso la loro spinta. Avrebbero iniziato ad arretrare di fronte ai mezzi di comunicazione di massa, i quali dietro compenso avrebbero sostenuto la narrativa padronale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA LOTTA DEI COLLEGHI DI E-FOOD, CATALIZZATORE DI STRADA PER LA VITTORIA<\/strong><\/p>\n<p>Le imponenti manifestazioni con le moto avvenute in tutta la Grecia mercoled\u00ec 22 settembre in contemporanea alle quattro ore di sciopero, forzano la multinazionale alla ritirata. Nel pomeriggio di gioved\u00ec 23 settembre, solamente poche ore prima dello sciopero, l\u2019azienda annuncia che tutti i contratti a tempo determinato sarebbero stati convertiti in contratti a tempo indeterminato, cos\u00ec come rende noto il termine della sua collaborazione con l\u2019azienda schiavista MANPOWER.<\/p>\n<p>I colleghi hanno agito indubbiamente da tempestivo catalizzatore, da fattore regolatore degli sviluppi che ci ha condotto alla vittoria. La loro partecipazione maggioritaria alle assemblee ha imposto la strada della militanza e dell\u2019azione comune. Sono stati loro che non hanno abboccato al dilemma \u201cfreelancer o disoccupato\u201d. Oltre al rifiuto di questo esplicito ricatto (di questa sostanziale non-scelta) proposta dall\u2019azienda, si \u00e8 visto come si era ormai consolidata tra i ranghi della schiacciante maggioranza dei colleghi la convinzione che non vale la pena di lavorare senza diritti, al di l\u00e0 di come lo si voglia chiamare: freelancer, partner, collaboratore autonomo o libero professionista. Inoltre, un importante ruolo hanno avuto l\u2019elevata compattezza sindacale e la composizione di classe nel settore (in relazione ad altri settori e professioni). La comunicazione continua con la base, i fermenti costanti e l\u2019analisi, il coordinamento esemplare, le mobilitazioni e le decisioni veloci (ma non affrettate), sicuramente lasceranno un proprio patrimonio in eredit\u00e0 al movimento dei lavoratori. E non sottovalutiamo nemmeno come un ruolo determinante sia stato giocato dal supporto, eccezionalmente forte, arrivato da parte della societ\u00e0, dei lavoratori di centinaia di altri settori e professioni che vedevano s\u00e9 stessi nella lotta del nostro sindacato per contratti di lavoro a tempo indeterminato con pieni diritti salariali e assicurativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA POSIZIONE DELL\u2019AZIENDA<\/strong><\/p>\n<p>La posizione di e-food \u00e8 stata fin dall\u2019inizio una classica combinazione padronale di svalutazione, menzogne e ipocrisia. Con la stessa disinvoltura con cui all\u2019inizio si mostrava presuntuosa e disumana, gioved\u00ec 23 settembre si presentava come \u201cantropocentrica\u201d e dalla parte dei lavoratori. Non ci fanno alcuna impressione n\u00e9 il suo bilinguismo, n\u00e9 la sua doppia faccia. Del resto si tratta della stessa azienda che pose il ricatto \u201cfrelancer o disoccupato\u201d; che per giustificare i licenziamenti, chiamava \u201cpigri\u201d per mezzo di una letterina i 115 lavoratori, chiedendogli nello stesso momento di diventare \u201ccollaboratori\u201d; che investiva nel cannibalismo sociale facendo trapelare per mezzo dei suoi pappagalli stipendiati che, una volta diventati freelancer, i lavoratori avrebbero lavorato di pi\u00f9 evitando di acquisire la mentalit\u00e0 da impiegato pubblico. Si tratta della stessa azienda che mercoled\u00ec 23\/09 ci accolse con le camionette della polizia, che si \u00e8 preoccupata di informarci che non era il caso di negoziare in presenza di migliaia di scioperanti all\u2019entrata dei suoi uffici. Che ci ha comunicato chiaramente che non avrebbe accettato di collegare la trattativa alla pressione che esercitano le lotte collettive dei lavoratori. Persino quando la sconfitta appariva inevitabile, \u201cl\u2019antropocentrica\u201d e-food non ha esitato a mercanteggiare sottobanco il numero di contratti che avrebbe convertito a tempo indeterminato. E quando, sotto la pressione delle nostre giuste rivendicazioni, ha visto il suo impero digitale sull\u2019orlo del collasso, ha cercato per ragioni chiaramente comunicative di salvare quel poco di prestigio che gli era rimasto. Ha cercato di \u201canticipare\u201d lo sciopero, comunicando la conversione dei contratti di 2.016 lavoratori in contratti a tempo indeterminato. La comunicazione dell\u2019azienda, a parte il suo salvataggio, ha avuto altri due obiettivi. Il primo \u00e8 la ristrutturazione della sua immagine a quel punto ormai decostruita. Per apparire dalla parte dei lavoratori, come un\u2019azienda che dialoga con la societ\u00e0, che ascolta tutti. E a questo fine ha proceduto alla seguente sofisticata dichiarazione:<\/p>\n<p>\u201cNegli ultimi giorni in molti hanno parlato di noi senza conoscere la famiglia di e-food. Abbiamo ascoltato tutti e tutte. I sindacati dei lavoratori e le loro rivendicazioni. Il dialogo dei partici politici. Le persone che si sono espresse attraverso i social e le loro comunicazioni nei nostri confronti. I giornalisti. E specialmente i nostri lavoratori, che conoscono il nostro modo di lavorare e la nostra quotidianit\u00e0. Abbiamo fatto ci\u00f2 che \u00e8 nostro dovere, perch\u00e9 siamo un\u2019azienda antropocentrica.\u201d<\/p>\n<p>Il secondo ma ugualmente importante obiettivo, ha a che fare con il tentativo di delegittimazione col fine di porre il sindacalismo di classe fuori dal quadro della vittoria. Per non dover considerarci come partecipanti di pari valore nel processo della lotta. Tuttavia la lotta stessa ha mostrato quanto pu\u00f2 essere fluido il termine stesso di \u201ctrattativa\u201d, dal momento che lavoratori e societ\u00e0 insieme, hanno imposto i propri termini e hanno costretto l\u2019azienda a sedersi al tavolo con la sinergia a pi\u00f9 volti della lotta. Gli obiettivi dell\u2019azienda non hanno avuto successo. Per tutto il tempo che l\u2019azienda ha passato a invocare piet\u00e0 per il famigerato \u201cerrore di comunicazione\u201d e a tentare di schivare il sindacalismo, e-food si \u00e8 infilata in un vicolo cieco, ha dovuto battersene in ritirata accettando senza riserve tutte le nostre rivendicazioni, mentre vedeva la propria applicazione colare a picco, insieme ai propri profitti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CAPITALISMO DENTRO AL CAPITALISMO<\/strong><\/p>\n<p>La particolare congiuntura, come ogni congiuntura, \u00e8 sempre il prodotto di processi complessi. In questo contesto, \u00e8 apparsa una nuova azienda, che si presentava come l\u2019azienda dai contratti a tempo indeterminato, con lo scopo di assestare un colpo letale all\u2019azienda rivale e di guadagnare, con una sorta di \u201cscacco matto\u201d, un\u2019importante porzione del mercato. Anche nel caso in cui la mossa dell\u2019azienda rivale che si pubblicizza attraverso i contratti a tempo indeterminato si riveli nel futuro prossimo o remoto come un trucchetto o come menzogna madornale, nella fase specifica, nella congiuntura dell\u2019apice del conflitto di classe acquisisce un carattere cruciale, nel momento in cui stressa e mette alle strette i colleghi in lotta tra le sbarre di questo punto morto. Dal primo momento abbiamo inquadrato nel nostro ragionamento la nozione che si tratti di una competizione virtuale e non di una reale competizione di produttivit\u00e0, dal momento che queste compagnie non possiedono un\u2019infrastruttura n\u00e9 una reale sostanza nel mondo della produzione, il che le rende vulnerabili a trasformarsi da un momento all\u2019altro da \u201ctrend\u201d dominante, a una cosa del passato.<\/p>\n<p>Le aziende che offrono intermediazione digitale come e-food non producono un bel niente. Si tratta di applicazioni, calcoli e algoritmi. L\u2019utile \u00e8 prodotto dai fattorini che quotidianamente rischiano la propria vita in strada. Purtroppo, per l\u2019azienda cos\u00ec come per qualsiasi gigante dai piedi d\u2019argilla, il \u201cclic\u201d sulla tastiera non crea, non confeziona, non trasporta la consegna. Tutto ci\u00f2 viene fatto da noi, i lavoratori e le lavoratrici, ed \u00e8 questa precisa condizione che massimizza la nostra forza collettiva di contrattazione, che ci rende invulnerabili quando rispondiamo uniti alle sfide, completamente dediti ai nostri interessi di classe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>POSIZIONI CHIARE E IL LORO RIFLESSO SULLA CLASSE LAVORATRICE<\/strong><\/p>\n<p>Nostre armi sono il costante fermento e la continua comunicazione con la base dei nostri colleghi e il lavoro preparatorio che \u00e8 stato fatto dal nostro sindacato in relazione alle piattaforme e alla gig economy, cos\u00ec come una serie di posizioni e rivendicazioni precise. Al nocciolo di queste vi stanno: a) contratti di lavoro a tempo indeterminato con pieni diritti salariali e assicurativi, b) abolizione dei sistemi di valutazione [ranking system]. Rivendicazioni fisse e gi\u00e0 consolidate, ma anche nuove rivendicazioni, costituiranno nel futuro prossimo il contenuto del Contratto Collettivo e riguardano: l\u2019alloggio e la protezione dei fattorini dal maltempo, la ripartizione delle zone di lavoro, il cellulare aziendale, i mezzi di protezione personale, rimborso per il carburante, la descrizione dettagliata della somma dei problemi della quotidianit\u00e0 lavorativa. La doppia rivendicazione per contratti a tempo indeterminato con pieni diritti salariali e assicurativi e l\u2019abolizione dei sistemi di ranking \u00e8 stata comunicata fin da subito da parte del nostro sindacato e si \u00e8 gi\u00e0 consolidata come senso comune tra la schiacciante maggioranza dei colleghi. \u00c8 stata inoltre fatta propria da grandi settori della classe lavoratrice e della societ\u00e0 che vedono s\u00e9 stessi nella nostra posizione. Le dinamiche che si sono sviluppate hanno dato un quadro di supporto alle mobilitazioni e rafforzato la lotta. Per tutta la durata delle mobilitazioni riteniamo di essere stati presenti in modo assolutamente chiaro, intelligibile e sincero. In nessun caso abbiamo sottovalutato o insultato chiunque si trovasse di fronte alla nostra lotta, ai nostri colleghi e colleghe, alla nostra classe. Siamo rimasti imperturbabili e abbiamo detto chiaramente in tutte le direzioni come il salvataggio dell\u2019azienda passa necessariamente attraverso la totale accettazione delle nostre giuste e profonde rivendicazioni sociali. In caso contrario, abbiamo fatto notare, il posto dell\u2019azienda sarebbe stato sostituito dal vuoto. E come \u00e8 ben noto, la natura (e la natura del capitalismo) detesta gli spazi vuoti, ed accorre prontamente a rimpiazzarli.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>NARRATIVE DOMINANTI \u2013 FREELANCING <\/strong><\/p>\n<p><strong>a) Le lotte per rapporti di lavoro a tempo indeterminato abbasseranno i profitti della piattaforma e l\u2019azienda andr\u00e0 via dal paese<\/strong><\/p>\n<p>Come sindacato pensiamo che la decostruzione di questa narrativa comincia da una semplice domanda. Vogliamo vivere o sopravvivere? Poniamo questa domanda retorica per affermare nel modo pi\u00f9 semplice possibile che vogliamo rapporti di lavoro che ci assicurino un lavoro e un salario dignitosi, tempo libero per noi stessi e per le nostre famiglie. E poich\u00e9 non ci \u00e8 mai stato regalato nulla, rivendichiamo ci\u00f2 per cui la nostra classe ha versato il sangue. Vogliamo che il progresso tecnologico che \u00e8 stato raggiunto finora abbia un riflesso positivo sulle nostre vite. Che i profitti da ladri che le aziende hanno accumulato a nostre spese, non siano l\u2019unit\u00e0 di misura del progresso. Non vogliamo contare i morti mentre le aziende contano indici annuali e algoritmi. E per completare il nostro punto di vista, porremo un\u2019ulteriore domanda retorica. Se ci\u00f2 che propone un\u2019azienda redditizia sono licenziamenti e trasferimento dei costi sulle spalle dei lavoratori, allora un\u2019azienda meno redditizia, quali rapporti di lavoro proporr\u00f2 ai lavoratori?<\/p>\n<p><strong>b) Il sindacalismo \u00e8 anacronistico<\/strong><\/p>\n<p>Una tra le narrative dominanti degli ultimi decenni, principalmente nei mezzi di informazione di massa, presenta il sindacalismo come uno tra i pi\u00f9 importanti se non il principale nemico del progresso economico, e di conseguenza della societ\u00e0 in generale. Allo stesso tempo, i microfoni pagati, \u201csussidiati\u201d dallo stato con decine di milioni di euro, si \u201cincazzano\u201d coi sindacalisti del settore pubblico \u2013 anch\u2019essi pagati dallo stato. Le relazioni clientelari, i privilegi, l\u2019imprigionamento della societ\u00e0 da parte di una manciata di parassiti che bloccano le strade ogni due per tre. Con la responsabilit\u00e0 anche di importanti settori della classe lavoratrice i quali ripongono la propria sorte e le proprie lotte nelle mani di apparati clientelari\/governativi\/partitici sussidiati dallo stato, la \u201crabbia\u201d dei giornalisti venduti dei mass media acquista un auditorio. Un auditorio con una memoria selettiva, che dimentica con facilit\u00e0 come le pratiche sindacaliste che condannano sono una conseguenza degli apparati di partito dominanti che essi supportano e votano. Cio\u00e8, dei propri partiti.<\/p>\n<p>Noi, in quanto sindacalisti di base, ci troviamo agli antipodi di questa narrazione. Siamo sangue dello stesso sangue della societ\u00e0 che lotta, frutto dei sacrifici della nostra classe la quale ci ispira e ci guida. Nostro obiettivo costante \u00e8 di diventare la proiezione dell\u2019immagine dei lavoratori combattivi del passato. Perci\u00f2 si, siamo pericolosi per la loro narrazione sul progresso. Del progresso che ha le sue radici nella povert\u00e0 e nella perdita dei diritti acquisiti. Perch\u00e9 il sindacalismo di base, la nostra narrazione di classe non fa nessun accordo segreto, non tratta sottobanco, non ha membri pagati, non \u00e8 sovvenzionato dallo stato e non si vende in cambio di una poltrona in un consiglio comunale o al parlamento. Siamo il sindacalismo dei lavoratori che non chinano la testa, che non si accontentano delle briciole che il sistema politico dominante ci getta addosso. Sfortunatamente per quanti si trovano davanti a noi, siamo uniti e abbiamo coscienza di classe, parole che attraverso le nostre lotte emergeranno nuovamente dal dimenticatoio. Siamo la societ\u00e0 che rifiuta di scendere a compromessi, che lotta per un presente ed un futuro migliori. Con l\u2019astensione dal lavoro di marted\u00ec (quando l\u2019azienda sostanzialmente ha provato ad anticipare il dialogo) i colleghi e le colleghe che hanno votato lo sciopero per alzata di mano in tempo reale, hanno delegittimato la legge Chatzidaki nella prassi. Un momento profondo, forte e commovente, che ci ha riempito di orgoglio di classe. Un\u2019immagine dal futuro che riserviamo ad ogni articolo e ad ogni regolamentazione antioperaia della legge Chatzidaki. Che chiarisce in tutte le direzioni che c\u2019\u00e8 una corrente sana all\u2019interno della classe e della societ\u00e0. Una corrente unita nella posizione, nella prassi e nell\u2019azione, le quali lasciano un\u2019eredit\u00e0 per il futuro e che rafforzano le coscienze.<\/p>\n<p><strong>c) Lavoro <em>freelance<\/em> <\/strong><\/p>\n<p>Il lavoro <em>freelance<\/em> nel nostro mestiere nasconde un rapporto di lavoro dipendente perch\u00e9 riguarda lavoratori e lavoratrici che in ogni caso erano coperti (prima della votazione della legge Chatzidaki) dall\u2019esistente legislazione sul lavoro. Le aziende attive nella gig economy, le aziende di intermediazione digitale della quarta rivoluzione industriale hanno lanciato un attacco comunicativo che mira a convincerci che il fattorino\/a \u201cdella piattaforma\u201d non \u00e8 il fattorino\/a della pizzeria, del ristorante o di altre imprese della ristorazione.<\/p>\n<p>La loro principale (infondata e fino a poco fa priva di una replica composta e organizzata) argomentazione \u00e8 che gli ordini di ricezione\/consegna che vengono dati dall\u2019algoritmo di e-food, di Wolt o di qualsiasi altra piattaforma digitale sul cellulare, creano i presupposti per un rapporto di lavoro che non riguarda i contratti a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>Cio\u00e8, se gli ordini di ricezione\/consegna sono dati dal datore di lavoro o dal superiore a voce, per iscritto o attraverso il telefono il lavoratore \u00e8 da considerarsi salariato e con rapporto di lavoro da tempo indeterminato mentre se vengono dati da una \u201cpiattaforma\u201d il lavoratore si trasforma in collaboratore?<\/p>\n<p>Contro ogni logica, le aziende di intermediazione digitale e le loro lobby, il capitalismo con il nuovo costume della cosiddetta <em>gig economy<\/em> e i suoi pappagalli, si sforzano di convincerci che quando gli ordini di prelievo\/consegna vengono dati da una piattaforma del tipo e-food o Wolt allora il salariato diventa <em>freelancer<\/em>, collaboratore, libero professionista.<\/p>\n<p>Le argomentazioni delle aziende di intermediazione digitale sono illogiche, inconsistenti e false, e hanno come scopo lo spostamento del diritto del lavoro dal chiaro e intelligibile all\u2019incerto e indeterminato. Da ci\u00f2 che \u00e8 storicamente imperativo all\u2019inenarrabile. Inoltre il lavoro <em>freelance<\/em> non \u00e8 n\u00e9 liberatorio n\u00e9 rivoluzionario per i lavoratori e le lavoratrici. Per quanto riguarda il pretesto del diritto della scelta del \u201clibero orario\u201d e degli alti compensi, \u00e8 stato dimostrato come tutto ci\u00f2 si basi:<\/p>\n<p>&#8211; sulle continue esortazioni dirette e indirette delle aziende di intermediazione digitale a farti lavorare nelle ore di punta<\/p>\n<p>&#8211; per quante pi\u00f9 ore possibile<\/p>\n<p>&#8211; cos\u00ec da ottenere un giro d\u2019affari pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Tuttavia questa somma non ti arriva direttamente in tasca poich\u00e9 il lavoratore deve sottrarre tutte le spese che gli vengono trasferite sulle spalle come: acquisto e mantenimento della bici\/moto, spese per il carburante, acquisto del cellulare e degli altri gadget di supporto, retribuzione aggiuntiva per le ferie, bonus di Natale e Pasqua, permesso di malattia, congedo e assegno di maternit\u00e0, assegno per congedo matrimoniale, copertura medica ed economica in caso di incidente, sussidio di disoccupazione, sussidi aggiuntivi di ogni tipo e fiscali che aumentano a seconda del reddito annuo.<\/p>\n<p>Inoltre dobbiamo sottolineare che nessuna \u201clibert\u00e0\u201d viene regolata dai sistemi di costante e arbitraria valutazione che impongono il ritmo di lavoro e che in ogni momento hanno la possibilit\u00e0 di terminare la \u201ccollaborazione\u201d e di buttarti in strada come una buccia di limone spremuta.<\/p>\n<p>Come sindacato siamo contro le false narrazioni padronali che puntano alla piena distruzione, all\u2019assoluta flessibilizzazione della moderna realt\u00e0 lavorativa. Non esiste nessuna ragione reale che imponga una nuova sistemazione legislativa del nostro lavoro come fattorini delle piattaforme poich\u00e9 il contenuto, il modo, la natura del lavoro rimane la stessa. Sia nel passato con l\u2019ordinazione per telefono e biglietto, sia oggi con il cellulare, siamo noi i lavoratori che trasportiamo i prodotti.<\/p>\n<p>Le ordinazioni non si trasportano n\u00e9 senza fili n\u00e9 con la tastiera del pc. Vengono trasportate e verranno trasportate da noi, i lavoratori e le lavoratrici. Il lavoro rimane lo stesso e l\u2019adozione del termine <em>gig economy<\/em>, ha l\u2019obiettivo di creare una falsa realt\u00e0, una vuota sceneggiatura teatrale con lo scopo di imporre a livello comunicativo, senza resistenze e con l\u2019opinione favorevole della societ\u00e0, il cambiamento della legislazione. Che cambi la legislazione sul lavoro per il peggio e che si esentino le imprese dai loro doveri nei confronti dei lavoratori senza che ci\u00f2 sia imposto dalla realt\u00e0, senza che sia cambiata la natura del nostro lavoro.<\/p>\n<p>Su quali componenti sociali investe la falsa narrazione delle aziende di intermediazione digitale?<\/p>\n<p>Per molti\/e, il lavoro come <em>freelance<\/em> costituisce una scelta obbligata, una seconda soluzione per integrare un reddito mutilato e dare di che vivere a una famiglia.<\/p>\n<p>\u00c8 una \u201clibera\u201d scelta obbligata per uno studente-immigrato-disoccupato per avere qualche entrata in uno stato e in un\u2019economica che lo vuole a buon mercato, disponibile in ogni momento e senza diritti.<\/p>\n<p>\u00c8 una \u201clibera\u201d scelta obbligata di quanti scelgono il lavoro <em>freelance<\/em> come principale occupazione, di quanto spesso sono costretti a oltrepassare le otto ore per far fronte ai loro doveri familiari, di quanti a causa della stanchezza si espongono ai molteplici pericoli dell\u2019asfalto.<\/p>\n<p>\u00c8 la \u201clibera\u201d scelta obbligata che all\u2019estero, quanto pi\u00f9 aumenta l\u2019offerta di lavoro tanto pi\u00f9 si abbassa la compensa a consegna (lavoro a cottimo\/<em>freelance<\/em>). \u00c8 la pratica della vendita all\u2019asta delle consegne che abbassa continuamente i compensi e crea un futuro distopico con caratteristiche cannibalistiche.<\/p>\n<p><strong>Colleghi e colleghe, <\/strong><\/p>\n<p><strong>sono 14 anni che il nostro sindacato lotta, analizza e organizza le lotte. Si regge sui principi e i valori del sindacalismo di base e serve la categoria e la classe con continuit\u00e0, costanza e dedizione agli obiettivi. Si regge sulla militanza dei suoi membri, e quanti pi\u00f9 ne infittiscono le schiere, tanto maggiore \u00e8 la pressione che acquisisce a favore del mestiere e della classe in generale. La giustezza della lotta ci riempie di forza e coraggio. Abbattiamo il castello del disfattismo, pietra dopo pietra, fino a che non ne rimanga pi\u00f9 alcuna traccia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Vale la pena dunque di lottare. Vale la pena lottare perch\u00e9 solo allora hai una speranza di VINCERE.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>VITTORIA \u2013 VITTORIA \u2013 VITTORIA <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INTRODUZIONE Il 15 settembre l\u2019azienda \u201ce-food\u201d, piattaforma operante nel settore del food delivery, manda un messaggio a 115 dei suoi lavoratori i cui contratti a tempo determinato per mezzo della schiavista MANPOWER sarebbero scaduti il 31 dello stesso mese. 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